Descrizione
Il 21 marzo, promossa dall’associazione Libera, viene celebrata, con manifestazioni in molte località italiane, la Giornata della Memoria e dell’Impegno, per alimentare ed ibridare una riflessione sui sacrifici, spesso tra indicibili, crudeli sofferenze e con la perdita di vite umane, di uomini e donne vittime innocenti della malavita organizzata che non ha smesso di emanare miasmi mefitici che ammorbano l’aria, condizionano in modo subdolo e devastante la vita delle comunità, ingerendosi spesso invasivamente e pervasivamente nella economia, nelle istituzioni, nella politica.
In Calabria ricordiamo, tra l’altro, tre fulgidi e luminosi esempi di donne coraggio che hanno perso la propria vita nel tentativo di allontanarsi da famiglie mafiose: Garofalo, Cacciola, Pesce, Casini, Boccafusca.
Indignazione e reazione sono necessarie per contrastare più incisivamente, affiancandosi a Magistratura e Forze dell’ordine che hanno vinto tante battaglie, mire ed appetiti malavitosi, favoriti da silenzi, indifferenza, sottovalutazione, quieto vivere, non di rado addirittura negazione.
Sono stati tanti i morti in Calabria, uomini, donne, anche bambini uccisi dalla crudeltà criminale, ma anche dalla mancanza di una più generale convinta condanna in grado di stimolare una giusta rabbia e stigma per liberarci di questa piovra tentacolare, vera e propria patologia della modernità che fa metastasi, si infiltra come la gramigna, assieme alla corruzione, mortifica e strangola l’economia, offende e condiziona i diritti civili, politici, sociali, elettorali dei cittadini, impone assunzioni e materiali, attraverso persone a volte insospettabili, almeno apparentemente, spesso in giacca e cravatta che si muovono nella “terra di mezzo “ o “zona grigia”, ingrossando le fila della borghesia mafiosa e dei colletti bianchi, con istituzioni e politica non sempre capaci di cogliere i pericoli e determinati nel realizzare un argine granitico ed un contrasto fermo ed energico .
Non basta certamente apporre all’ingresso del Comune una targa “qui la mafia non entra”, se poi manca la forza, il coraggio, a volte una acuta intelligenza per percepire attività e comportamenti che celano intenzioni criminali.
Da qui un impegno fermo e convinto ed una responsabilità, sia quotidiana sia individuale che collettiva in grado di assicurare svolta e discontinuità rispetto a mancanze e superficialità del passato, per liberarci, in maniera auspicabilmente definitiva, di questo “virus malefico” che continua a condizionare, in maniera più devastante che altrove, lo sviluppo e la crescita della splendida terra calabrese, con tanti tesori di bellezza storica, paesaggistica, architettonica, di grandissima valenza.
Così onoreremo al meglio la memoria di un grande calabrese come Alvaro, nato a San Luca, che affermava che “ognuno è responsabile del proprio tempo” e che non bisogna far passare il messaggio “che vivere onestamente sia inutile”.
Infine, non si può non citare un campione dell’antimafia come Falcone che affermava: “ la mafia è un fenomeno sociale e che come tutti i fenomeni sociali ha avuto un inizio e avrà una fine” legata, però, al risveglio delle coscienze e all’agire quotidiano consapevole e maturo di ciascuno di noi, perché, come dice il Presidente Mattarella “o si è contro o si è complice” rispetto al fenomeno mafioso.
La Commissione Straordinaria
( Reppucci Mulè Fusaro)