Descrizione
La memoria della RESISTENZA serbatoio inesauribile e prezioso di valori morali e civili trasfusi nella Costituzione, lo spirito ancora vivo che si avverte e le passioni forti che la animarono sono sempre attuali, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo con tre guerre in corso (Ucraina, Palestina, Iran), ed una sessantina di conflitti misconosciuti, con atti di violenza, di crudeltà, di brutalità inauditi, che coinvolgono pesantemente le comunità civili con morti, soprattutto donne e bambini vittime incolpevoli.
Ottantuno anni fa fu restituita la DEMOCRAZIA AGLI ITALIANI e con essa un lungo periodo di crescita sociale, economica, culturale, in un contesto di pace, libertà, indipendenza, di riconoscimento dei diritti e delle libertà fondamentali, di crescente prosperità e benessere generalizzato, voltandosi finalmente le spalle ad intolleranza, fascio-razzismi, sopraffazioni, violenze.
LA LIBERAZIONE segnò la vittoria della luce sulle tenebre e sulle barbarie.
Tuttora, però, ogni giorno abbiamo nuove guerre, nuove barbarie ed ogni filo spinato, ogni bambino morto di fame, ogni strage di innocenti ci chiede di essere fieri combattenti di una resistenza ferma contro la disumanità iniziata nel 1943 e che non sembra mai finita e che ci pone inquietanti domande sulla natura dell’uomo, giunto a toccare il fondo della sua malvagità e brutalità anche nei conflitti in corso, con drammatiche conseguenze vissute da tanta gente indifesa, costretta a pagare il prezzo più alto.
Riflettendo sui conflitti di oggi dobbiamo cercare di distinguere tra vittime e carnefici, tra slanci di generosità, alternati a scene di indicibile crudeltà e mostruosità.
L’odio, il pregiudizio, il razzismo, l’estremismo, il nazionalismo, il dispotismo ed anche l’indifferenza, il delirio e la libertà di potenza sono ancora in giro, sfidano in permanenza la coscienza delle persone e dei popoli.
LA LIBERAZIONE fu il coronamento di lunghe e dure lotte per la riconquista delle libertà democratiche, sostenute da militanti di partito e movimenti vari che la dittatura aveva messo fuorilegge. Festa di tutti - in un contesto di riconciliazione e pacificazione -, della civiltà contro le barbarie, il trionfo della umanità, - unica nazionalità esistente -, contro la disumanità di genocidi, lager, foibe, di chi uccideva donne e bambini, di chi umiliava vecchi ed infermi, di Auschwitz, Marzabotto, Fosse Ardeatine e mille altri luoghi ove si è consumato lo annientamento dell’uomo e la mortificazione della dignità umana.
Con la celebrazione del 25 Aprile adempiamo ad un dovere morale e civile, nella consapevolezza condivisa che sia il giorno più importante della storia repubblicana, anche per quello che sta accadendo nel mondo, appalesandosi ancor di più la necessità di battersi per la libertà e la democrazia, la pace, l’uguaglianza, l’equità e la giustizia sociale, i diritti fondamentale delle nazioni e delle persone, il diritto internazionale, i trattati e le corti internazionali, contro ogni forma di dispotismo e totalitarismo, di neocolonialismi e nuovi imperialismi.
Non si può non cogliere il clima preoccupante, a livello planetario, i cui semi di neo dittature hanno ripreso a germogliare, spesso sottovalutati e sacrificati nel mondo globalizzato, dominato da interessi economici (materie prime e terre rare), non sempre chiari e ben definiti e da poteri forti, spesso prevalenti su valori ed ideali che dovrebbero dare ai cittadini del mondo la possibilità di vivere in pace e democrazia.
Dagli Stati nazionali e dagli Organismi internazionali, da rinvigorire e vivificare, ci aspettiamo un impegno forte e dedicato affinché teocrazie ed autocrazie vengano contrastate e possa prevalere il rispetto della dignità dell’uomo, il riconoscimento dei suoi diritti e delle sue libertà in ogni latitudine.
LIBERTA’ E DEMOCRAZIA come sostenuto dal Presidente Mattarella, sono incompatibili con chi alimenta conflitti, fomenta scontri, costruisce nemici:
Celebrare il 25 Aprile significa denunciare con forza violenze e sopraffazioni, individuare atti e comportamenti autoritari non è solo necessario, ma doveroso per contrastare il terreno su cui cresce rigogliosa la idea dell’uomo solo al comando, già tristemente sperimentata nella prima metà del secolo scorso e condannata imperituramente dalla storia.
La RESISTENZA, come sottolineato dal Presidente della Repubblica “fu una rivolta morale, il fondamento etico della Nazione, fu un fatto sociale di rilevante importanza che ebbe il sostegno della popolazione civile, che occorre contrastare fermamente ogni negazionismo”.
Per i ragazzi la RESISTENZA può apparire come qualcosa di stucchevole, retorico, enfatico, un rito ripetitivo, invece è cosa viva e fonte di insegnamenti per tutti, nel ricordo delle centinaia e di migliaia di giovani caduti in nome della libertà, per la dignità ed il riscatto della Patria, iniziato con il Risorgimento, continuato con le tre guerre di indipendenza e due guerre mondiali.
Oggi più che mai la MEMORIA rimane un monito perenne che non può essere evaso e, soprattutto ai giovani diciamo: avete il compito importante e delicato di onorare il 25 Aprile, di reagire ed indignarvi davanti alle violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali e che oggi come allora, in tutte le zone del mondo, c’è bisogno di uomini e donne liberi e fieri, che non chinino la testa difronte a chi vorrebbe fare tornare l’umanità ad epoche scure, senza libertà e diritti condannate dalla storia.
La democrazia è una conquista quotidiana, è cosa buona ed irrinunciabile, è l’aria che respiriamo e le libertà democratiche costituiscono lo antidoto contro dittature ed oscurantismi che ciclicamente riemergono in alcune realtà territoriali del pianeta.
Il lascito del 25 Aprile è immenso ed incancellabile con valori ed idealità perfettamente trasfusi nella Costituzione e solo avendo memoria del passato possiamo guardare al futuro con prospettive incoraggianti ed ottimistiche.
San Luca 22.04.2026
LA COMMISSIONE STRAORDINARIA
(Reppucci - Mulè - Fusaro)