Descrizione
Con legge 13 gennaio 2025 n. 6 è stata istituita la giornata per ricordare gli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale.
Ha lo scopo di indurre il 20 settembre di ogni anno alla riflessione, ad introdurre momenti di dialogo e di confronto, per diffondere la conoscenza del valore storico, morale e militare della triste vicenda degli Internati Italiani Militari, delle sofferenze e delle privazioni indicibili patite, in violazione delle leggi internazionali, anche di guerra.
E’ anche un grido alto e forte di ricerca della pace ed un invito pressante ai governanti dei popoli ed a chi presiede organismi internazionali a profondere energie e forze per superare conflitti e divisioni, privilegiando il pacifico confronto in un contesto di libertà e democrazia, contro ogni forma di totalitarismi e dispotismi che tendono, purtroppo, sempre più chiaramente ad affermarsi, nella forma di autocrazie e teocrazie, comprimendo ed affievolendo gli spazi della partecipazione, della libertà, dei diritti fondamentali posti a tutela della dignità umana.
Il 20 settembre del 43, circa 650 mila prigionieri di guerre italiani, di cui 4 mila della provincia di Reggio Calabria, catturati dopo l’armistizio dell’8/9 1943 divennero Internati Militari, per volontà del despota tedesco, con conseguenze nefaste e dolorose in termini di esistenza e di impiego in lavori coatti, per sostenere le necessità belliche tedesche.
Ne morirono, in conseguenza di alloggiamenti precari, cibo insufficiente e di bassa qualità, mancanza di medicine oltre 55 mila, in condizioni di indescrivibile degrado umano ed in assenza di ogni sentimento di pietà.
Doloroso fu poi, per i sopravvissuti, il ritorno alle proprie famiglie, il costituirsi di un decoroso percorso di vita, isolati e quasi invisibili, consumati e lacerati nell’anima e nel cuore perché non ebbero la generale vicinanza e comprensione pubblica di aver respinto l’alleanza Hitler-Mussolini, a costo della propria vita.
A livello politico, mediatico e di opinione pubblica prevaleva in quegli anni, anche in un contesto di pacificazione e riconciliazione italiana, il desiderio di guardare avanti, di costruire un futuro, dopo le macerie e le rovine della seconda guerra mondiale.
A questi Italiani, ufficiali e soldati, che pagarono un prezzo elevato, alcuni anche con la propria vita, resistenti senza gloria purtroppo, che si rifiutarono di collaborare con i nazifascisti, non può non andare il nostro pensiero grato e riconoscente per aver in qualche modo contribuito a gettare le fondamenta, con il loro immane sacrificio, di una Italia libera, democratica ed indipendente.
Anche di questo dobbiamo fare memoria, fecondandola quotidianamente e soprattutto trasferire ai giovani la conoscenza di questi nobili ed alti momenti di storia patria, per renderli fortemente consapevoli che pace, libertà e democrazia vanno coltivati con passione e determinazione, perché le vicende geopolitiche mondiali attuali ci dimostrano che non sono, come in tanti erroneamente pensavano, acquisite per sempre.
VIVA L’ITALIA, VIVA LA DEMOCRAZIA
San Luca, 19.09.2025
La Commissione Straordinaria
( Reppucci Mulè Fusaro)